La patologia varicosa degli arti inferiori

Le vene varicose si presentano come vene superficiali dilatate e dal decorso tortuoso , la cui comparsa fa seguito ad anomalie strutturali e funzionali delle valvole appartenenti alla safena, oppure ad anomalie intrinseche alla parete venosa .
La varici venose primitive originano nel sistema venoso superficiale e presentano incidenza doppia nelle donne ; nel 50% dei pazienti l’anamnesi familiare e’ positiva per la presenza di varici .
Esistono anche varici secondarie che conseguono all’insufficienza di vene profonde e vasi perforanti, oppure a occlusione venosa profonda seguita dalla dilatazione di vene superficiali che fungono da circolo collaterale.(foto 1)

Il paziente spesso si preoccupa delle conseguenze estetiche della patologia . La sintomatologia annovera la presenza di un dolore sordo o di un senso di compressione a livello degli arti inferiori dopo periodi prolungati di stazione eretta , che recede al sollevamento dell’arto . Il paziente sente le “gambe pesanti“ e talora compaiono forme lievi di edema alle caviglie ; varici particolarmente estese possono dar luogo ad ulcerazioni cutenee in prossimita’ della caviglia precedute da placche dure eczematose o ipodermitiche (foto n.2) .

In alcuni casi si osservano episodi ripetuti di trombosi venosa superficiale, mentre e’ rara la rottura di una varice seguita da emorragia.
I sintomi ( o disturbi soggettivi ) e i segni (o alterazioni oggettive rilevate dal medico ) continuano a rappresentare il cardine della diagnostica. Diagnostica vuol dire lo studio di quei segni (semeiotica ) che con l’aiuto di tecnologie come l’ecocolordoppler venoso , reclamano un’interpretazione medica che talvolta e’ complessa. L’ecocolordoppler e’ il fonendo del chirurgo vascolare-flebologo che se vuole praticare buona medicina non puo’ fare a meno del metodo clinico (la visita del paziente ) .
Una buona visita integrata da un buon esame strumentale quale l’ecocolordoppler permette al chirurgo di trovare la terapia medica o chirurgica adatta al singolo paziente .

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